Volersi bene in cucina :)
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Sono stressata, lo ammetto. Così stressata che non mi riesce più di digerire nemmeno l’acqua. Così stressata che sembro un’adolescente gonfia come un palloncino pieno di elio, brufolosa e ugualmente acida e antipatica. Così stressata che oscillo tra la fame insaziabile e l’inappetenza senza soluzione di continuità. Così stressata che anche se lo stress si traduce inevitabilmente, per me, in un rapporto ancora peggiore con il cibo, ci sto provando in tutti i modi. Così ho comprato i badger balm per l’aromaterapia e ho deciso che verde è il colore delle cose positive. E più positiva di così proprio non riuscivo ad essere.

Insalata di fave e broccoli

Insalata di fave e broccoli
Insalata di fave e broccoli

Ricetta

Parlare di ricetta davanti ad un piatto come questo mi sembra quantomeno ridicolo, sono solo fave e broccoli cotti separatamente al vapore, nella quantità che più vi aggrada, e poi mescolate con poco sale e un filo appena di olio EVO. Una schiscettina gustosa, sana e fortemente positiva e antistress per autoacclamazione :)

Mi piace condirla in mille modi, colorarla, farla golosa. Mi piace, con lo stesso impasto, fare una focaccia semplice e gustosa spennellandola con l’olio e aggiungendo erbe profumate e un po’ di sale. Mi piace che si presenti come un foglio bianco da colorare, come una tavolozza per i gusti.

Mi piace sempre, calda, appena sfornata, fredda o riscaldata il giorno dopo, mi piace persino di più, mi piace perchè profuma di buono e di ritorni e di ricordi. Mi piace perchè la offro spesso agli amici, perchè riempie casa di odori e voci e risate. Mi piace perchè ne puoi dare un pezzetto anche ai bambini che hanno solo quattro denti, mi piace perchè piace.

Della pizza mi piace che mi somiglia. È napoletana ma casa sua è ovunque ci sia un abbraccio caldo, è lievitata morbida e rotonda senza alcuna vergogna, è fiera e forte, si tira su anche dopo essere stata pestata per bene, è creativa, allegra, colorata e, mezza a testa, è come due sorrisi, perchè anche lei non sa stare da sola.

La pasta della pizza

La pasta della pizza
La pasta della pizza

Ingredienti

  • 500gr di farina
  • 100gr di latte
  • 200gr di acqua
  • 12gr di lievito di birra (mezzo panetto)
  • 1 cucchiaio di olio EVO
  • 1 cucchiaino raso di zucchero
  • 1 cucchiaino di sale

Procedimento a mano

In una scodella mescolare l’acqua calda con il latte e sciogliervi lo zucchero e il lievito sbriciolato. In un’altra scodella pesare la farina (io uso la 0, o la 00) e mescolare il sale. Incorporare ora i liquidi alle polveri e quando di inizierà ad ottenere un impasto un po’ appiccicoso aggiungere anche l’olio. Procedere ad impastare su un ripiano affondando con il palmo della mano nella pasta e sbattendola energicamente. Questa operazione favorirà la formazione della maglia glutinica e quindi garantirà all’impasto una perfetta elasticità e una lievitazione migliore. Se necessario, compensare l’eccesso di umidità con una ulteriore spolverata di farina. Dividere la pasta in pagnottine (in numero dipendente dalla grandezza delle pizze, io con questa dose faccio due pizze grandi quanto la leccarda del forno, da cui taglio circa otto abbondanti fette) e lasciarle poi lievitare in un luogo privo di correnti coperte da un canovaccio pulito e leggermente umido.

Procedimento con Bimby TM31

I puristidellatradizione storceranno il naso, lossò, perchè l’ho fatto pure io. Poi però ho voluto dargli una chance e, esclusa la ricetta fornita dal libro, ho adattato la *mia* ricetta all’adorabileaggeggio in questione e, cacchio, è stata una rivelazione. Metto acqua, latte, lievito e zucchero nel boccale e faccio girare a velocità 3, 37° per 1:30′. Aggiungo la farina, il sale e l’olio e impasto a velocità spiga per 2:30′. A questo punto, se la pasta risulta ancora umidiccia aggiungo un po’ di farina e lascio andare per altri 30″, se invece si stacca già bene dalle pareti la tolgo dal boccale e la metto a lievitare esattamente come se l’avessi impastata a mano.

NOTA BENE: Quando ho veramente *molta* fretta uso anche un panetto intero di lievito per far si che la lievitazione si completi in meno di un paio d’ore, la fragranza non cambierà ma l’impasto sarà meno digeribile.

E adesso veniamo a cose più serie :), il 25/4 si è chiuso il mio primo contest, affluenza bassa (pessima idea? O sono solo una pessima PR di me stessa?) ma devo dire che le ricette che sono arrivate mi hanno sopresa, per colore, fantasia, e idee, perciò è stato già insindacabilmente deciso che le proverò tutte. Una però va premiata e quindi la mia scelta ricade su Alessandra e la sua crema di asparagi. Perchè ho notoriamente un debole per il verde, perchè gli asparagi sono la mia scoperta più recente in cucina ma le frittelle di pasta cresciuta con le alici, con cui le ha abbinato la sua crema, vanno indieeeeetro nei miei ricordi più lontani e si sa, io sono una sentimentale, e perchè è un piatto ispiratissimo e ispiraNtissimo ❤

Capita che io scopra un nuovo (per me) fudblog che mi piace un sacco e quindi che io mi metta a seguirlo infilandolo nel mio gugolrìder e su facebook e capita che la fudbloggher in questione stia in quel momento organizzando un ghivauèi. Capita che questo non sia uno di quei givauèi in cui ti metti solo in coda e aspetti, io a quelli non ci partecipo mai. Capita che le devi raccontare qualcosa e che non si tratti di sorte, verrà scelto chi, con più simpatia, le racconterà del piatto no nella sua cucina. Decido di parlarle della mia lasagna. Lo faccio senza neanche rileggermi, solo per autoironia, che è tutto ciò che resta per non disperarsi del milionesimo tentativo finito in una lasagna orribile. Lo faccio così

La mia più grossa vergogna è la lasagna. E quando lo devo ammettere finisce sempre che lo dico sottovoce. Non è che abbia qualcosa che non va, no, la mia lasagna si rifiuta di essere tale. Passiamo dalla consistenza fangosa a quella del cartone pressato e grigliato con un ampio carnet di sfumature dal polistirolo alla cheesecake di pasta. Ho provato a fare la besciamella più liquida, meno liquida, il ragù con la carne, senza carne, più crudo, più cotto, a mettere, a togliere, a cambiare tipo di pasta, ma niente. La mia è una lasagna mastermind e ancora non ho trovato la soluzione -___-”

E lei in cambio mi manda un libro con 200 ricette di cupcakes. Duecento. In cambio di una risata sono un’enormità. Ma stiamo parlando di duecento modi di fare felicità e allora diamine tutto questo non può essere solo un caso, deve essere per forza un invito e allora apro il libro e inforno la prima ricetta che capita. Per cominciare.

Cupcake alla crema di pistacchio

Cupcake ai pistacchi
Cupcake ai pistacchi

Ingredienti

  • 50gr di pistacchi (non salati)
  • 125gr di burro ammorbidito e leggermente salato
  • 80gr di zucchero
  • 2 uova
  • 150gr di farina
  • 1 bustina di lievito per dolci

Procedimento (per circa 15 muffin)

Mettere i pistacchi in una ciotola resistente al calore, coprirli di acqua bollente e lasciate riposare per qualche minuto. Scolarli e strofinarli con un panno pulito o con della carta da cucina resistente fino ad asportare le pellicine. Armatevi di pazienza. Molta.

Ammorbidire a bagnomaria il burro, unire i pistacchi al burro e lavorarli con il mixer (io ho usato un frullatore ad immersione) fino a creare una crema. In un’altra ciotola montare le uova con lo zucchero ottenendo così un composto chiaro e spumoso. Unire con una spatola i due composti cremosi facendo attenzione a non smontarli (il segreto sta nel fare movimenti decisi e delicati dal basso perso l’alto) e quindi incorporarvi allo stesso modo la farina setacciata con il lievito. Versare negli appositi stampi e cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per 15′ verificando la cottura con uno stecchino.

Il libro li avrebbe voluti più dolci e coperti di panna montata e poi rotolati goduriosamente in una granella di pistacchi ma anche così capita che siano perfetti per colazione.