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Curry di pesce cotto a bassa temperatura con la Crock-pot

Scritto il 7 Ottobre 2016 2 commenti

Nel mio DNA c’è la lentezza del ragù napoletano, quello che pippìa a lungo, fino a diventare scuro scuro, ci sono le pentole socchiuse sopra ai cucchiai di legno e una cucina fatta di attese e profumi che ho riscoperto da quando ho la Crock-pot.

Passiamo il tempo a inseguire i piatti veloci, dell’ultimo momento, e se invece i piatti fossero di nuovo come una volta ma non dovessimo più stare a guardarli per ore? Il bello di questa pentola elettrica è che ci metti tutto dentro, la chiudi e te la dimentichi lì. Non devi fare proprio niente, solo stare a goderti gli odorini che spande in giro.

Ce l’ho da quest’estate ma non è rimasta neanche un minuto nella sua scatola. Anche nella stagione calda, infatti, si è rivelata un’ottima alleata. La Crock-pot consuma come una lampadina (da 100W) e quindi scalda come una lampadina, cioè pochissimo, quindi ho potuto cuocere molti piatti caldi senza stare ai fornelli o, ancora peggio, accendere il forno. Non devi stare a guardare, non devi girare, non devi neanche stare in cucina se non ti va.

Ho provato a cuocere carne, pesce e verdure, un po’ seguendo il ricettario che arriva insieme alla pentola, un po’ dando ascolto all’istinto e alla fantasia e ho trovato che anche le mie ricette che consideravo infallibili e perfette, come il pollo al miele o il polpo alla luciana, abbiano trovato un ampio margine di miglioramento. Le carni, infatti, grazie alla cottura prolungata, perdono di tenacia e diventano tenerissime, scioglievoli al palato, persino nei tagli più magri. Le verdure invece conservano grande gusto perché la cottura a bassa temperature ne preserva le caratteristiche organolettiche lasciando intatti anche i nutrienti principali.

L’ho usata spesso mentre lavoravo (e qualche volta mentre dormivo, è un elettrodomestico semplice e sicuro, si può tenere acceso anche di notte o mentre non ci siamo, come il frigorifero) e mi ha salvato un sacco di pranzi. Ora, con l’arrivo della stagione fredda, mi pregusto già zuppe e minestre di ogni tipo. Ci si può cuocere anche il risotto, vorrei presto provare a farlo e sto già fantasticando di pane e dolci cotti a lungo e con calma.

Pur avendone fatto un utilizzo intensivo non ho avuto alcun aumento in bolletta quindi voglio sfatare qui anche le mie preoccupazioni per eventuali costi extra: la Crock-pot si è rivelata anche un oggetto economo e il mio lato genovese ha tirato un bel sospiro di sollievo.

Al mio modello, già molto funzionale, manca solo un timer che la faccia spegnere quando necessario ma con i tempi così dilatati è facile lasciarla lì e uscire a fare commissioni (o una passeggiata!), tornare e trovare già tutto pronto da mettere in tavola. Poi metto l’unica pentola sporca, la parte in ceramica della Crock-pot, appunto, in lavastoviglie e via. Sì, mi piace vincere facile.

Unico accorgimento da osservare, utilizzando questa pentola, è quello di ridurre molto i liquidi poiché, data la bassa temperatura, l’evaporazione è quasi nulla e il rischio è di cuocere tutto in brodo (non che sia cattivo, ma non sempre è necessario o ideale).

Per adattare le ricette della cucina tradizionale alla cottura a bassa temperatura con la Crock-pot mi regolo considerando per ogni 15 minuti di cottura a fiamma media 2 ore in modalità “Low” o 1 ora in modalità “High” e fino a questo momento non ho avuto problemi (anche perché, cuocendo così lentamente, anche un’ora in più non rovinerà affatto il piatto).

Insomma per me è approvatissima e la userò a lungo per continuare a sperimentare in cucina come ho fatto con questo curry di pesce al cocco.

Questo è un piatto di ispirazione malese e indiana, io l’ho mangiato in viaggio di nozze, in Madagascar, e non ho resistito a chiedere la ricetta e a cercare di riprodurlo subito. Con gli ingredienti mi sono sistemata come potevo, con cose più semplici da reperire a queste latitudini (qui sarebbe stato un po’ complicato rifornirsi di cocco fresco dal giardino, ecco). Ho trovato la pasta di curry verde in un negozio etnico (a Torino da Tan Thanh in via delle Orfane), lo zenzero fresco al mercato e ho utilizzato il latte di cocco in lattina, scegliendone uno di buona qualità.

Sul posto la cottura avviene in grossi pentoloni appoggiati sulla brace, nessuna fiamma viva, quindi questo era un piatto perfetto per la Crock-pot, l’unica che qui poteva darmi un risultato il più simile possibile e così è stato. Ora manca solo l’oceano dietro la porta ma per questo temo ci voglia qualcosa di persino più miracoloso di una pentola così! :D

Curry di pesce al cocco cotto a bassa temperatura

Curry di pesce al cocco
Curry di pesce al cocco

Ingredienti

Per 2 porzioni
  • Circa 500 g di pesce misto (io ho usato gamberi, calamari, alici e filetto di gallinella)
  • 400 ml di latte di cocco
  • Un peperone
  • Mezza cipolla
  • Uno spicchio d’aglio
  • Un cucchiaino di pasta di curry verde
  • 2 cucchiaini colmi di curcuma
  • Un cucchiaino colmo di zucchero di canna (o zucchero di palma)
  • Un pezzo di zenzero fresco (lungo circa 2 cm)
  • Un limone (o 2 lime)
  • Olio EVO
  • Sale

Procedimento

Pulisci il pesce. Elimina le lische, la pelle e i carapaci di eventuali crostacei. Pulisci i molluschi dalle interiora.

Fallo marinare nel succo di limone mentre prepari l’intingolo in cui andrà cotto.

Elimina il picciolo del peperone, ripuliscilo dai semi interni e taglialo a listarelle.

Trita la cipolla e lo spicchio d’aglio.

In un tegame fai appassire la cipolla e l’aglio a fiamma bassa con olio EVO e aggiungi lo zenzero grattugiato. Unisci i peperoni e, se necessario, un po’ di acqua per diluire il fondo e falli appassire per 5 minuti.

Aggiungi il latte di cocco e quindi la curcuma, la pasta di curry e lo zucchero di canna. Fai sciogliere e trasferisci tutto nella Crock-pot già impostata su “Low”.

Metti nella pentola anche il pesce, sgocciolato dalla marinatura, e fai cuocere così per 3 ore impostando su “High”.

Regola di sale solo alla fine. Servi guarnendo con foglie di prezzemolo o coriandolo tritate e accompagnando con riso bollito e scolato.

Se gradisci i gusti più piccanti puoi aggiungere, nel fondo di cottura, anche del peperoncino a rondelle.

Commenti

Salvato in: Pesce, Secondi piatti, Zuppe Ingredienti: Aglio, Alici, Calamari, Cipolle, Curcuma, Gallinella, Gamberi, Latte di cocco, Lime, Limone, Olio EVO, Peperoni, Sale, Zenzero, Zucchero di canna

Valentina

Creo, cucino, fotografo, scrivo. Sono una web writer, food stylist e fotografa freelance.
Amo il cioccolato nocciolato, camminare a lungo, la letteratura per ragazzi e i gatti rossi. Credo nei carboidrati, nella felicità e nell'organizzazione.
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« Cremino cheesecake (e il racconto della Giordano Social Dinner)
Il mio matrimonio “fai da te” (e con molti pois) »

Commenti

  1. rosa anna pinto dice

    22 Novembre 2016 at 09:46

    Dove trovo il latte di cocco? Grazie.

    Rispondi
    • Valentina dice

      22 Novembre 2016 at 12:14

      Ciao Rosa, io lo acquisto o nei negozi di cibo etnico oppure, più facilmente nel reparto etnico del supermercato (a Torino lo trovo alla Coop, da Auchan, da Esselunga ma anche in alcuni supermercati più piccoli)

      Rispondi

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I riti di passaggio servono a rendere i cambiament I riti di passaggio servono a rendere i cambiamenti più semplici perciò non si poteva cambiare casa senza un ultimo dolce che è già un po’ aria di primavera che arriva e di futuro che si farà. Ho chiuso la cucina che mi ha ospitato negli ultimi dieci anni con questa charlotte con fragole e cioccolato. Ripieno e biscotti bigusto - i savoiardi BiHappy di @fornobonomi - per un’esplosione di sapore e di felicità. Esistono molti modi per festeggiare: cucinare e mangiare, soprattutto, sono i migliori che conosco 🍓😋🍰

Il link alla ricetta arriva adesso nelle storie 👉🏻 @valefatina
Ci sono poche cose capaci di rendere casa una casa Ci sono poche cose capaci di rendere casa una casa come il cibo. Ci puoi camminare scalza, ti puoi sedere sul pavimento, puoi mettere tappeti e tende ma è casa quando profuma di cose buone, quando ti rimette in pace con tutto, quando non c'è nessun altro posto dove ti senti così. 
Costruire una nuova casa è come una ricetta di quelle che hai fatto mille volte: i passaggi li conosci così bene che puoi pure lasciarti andare un po'. Progetti e poi improvvisi e all'impasto aggiungi più formaggio, un po' di noce moscata, e per il ripieno prendi quello che c'è in frigo e aggiusti così. Senti il risultato prima di toglierlo dal forno, prima di tagliare le fette, prima di vedere dentro com'è. Poi togli dal forno, tagli a fette mentre fuma e profuma e pure se sai com'è, ogni volta è una sorpresa. Così ❤️
Nella lista dei farò, nel nuovo forno: il polpettone in crosta come l'ho preparato in questa ricetta per @ilovesanmartino. Mi pare di sentire già il profumo. Il link alla ricetta è nella mia bio 👉 @valefatina
Lo chiamano amore, ma anche “voglia di dolce” Lo chiamano amore, ma anche “voglia di dolce” sarebbe perfetto ❤️

Buon San Valentino a chi ama. All’amore che riempie le stanze, che ti trascina fuori verso i luoghi del cuore, a quello che sa farsi silenzio, bellezza e incanto, all’amore che è arte, marmo scolpito, colore dipinto, luce e ombra. Buon San Valentino all’amore che è arcobaleno tra le stelle, ai baci e gli abbracci tutti, alla gioia di stare vicini, agli sguardi rubati, alle parole dette sottovoce, alle risate che esplodono rumorose, alle pance piene di farfalle. Buon San Valentino senza distinzioni, senza discriminazioni, senza amori inaccettabili, all’amore da portare a spasso senza paure. Buon San Valentino all’amore per sé stessi, al volersi bene che diventa cura, accoglienza e accettazione di sé, corpo e anima, uomo e donna, senza lasciare fuori niente. All’amore che ci fa ritrovare, all’amore che ci ritrova, a quello che ci viene sempre a cercare. Buon San Valentino all’ultima fetta di torta, quella che divideresti solo con chi ami, fino all’ultimo boccone e che possa essere sempre e per sempre così: dolce abbastanza, morbida come una nuvola e piena di sapore ❤️

La ricetta della cheesecake al pistacchio e cioccolato bianco è sul blog, al link in bio 👉🏻 @valefatina
Un po' per esercizio di fantasia, un po' per visio Un po' per esercizio di fantasia, un po' per visione laterale e un po' perché è divertente, spesso provo a immaginarmi: cosa farei se non facessi questo lavoro?

Un giorno ho una torteria, con vetrine ricolme di dolcetti e sedie dipinte di colori pastello. Il giorno appresso sto col mio banchetto dentro al Borough Market, a friggere pizzette montanare tutto il giorno, calde calde, dentro a un pezzo di carta, come ai Tribunali a Napoli, ma con più accento inglese. Poi viene il giorno che ho lasciato tutto e ho aperto una merceria che è un po' anche cartoleria e dentro ci stanno i gomitoli, la carta, i pennarelli, i maglioni, i corsi a ora di merenda coi muffin, le persone e un sacco di bellezza. Certe volte invece faccio la pasta a Edimburgo, al Grassmarket oppure sulla strada per Portobello Beach, che ti puoi prendere il tuo vassoio e un vasetto di ragù, a portare via, lo chiamerei "A casa di mamma". Qualche volta vado a New York, nel tempo libero faccio acquerelli all'aperto e ho una vetrina accanto a quella di Zabar's, faccio cestini per i picnic, con dentro i tramezzini, i plaid e pure una mappa di Central Park, coi posti più belli per fermarsi. La mia costante è il cibo. 

Non importa come e non importa dove, nella mia testa io non esisto senza sacchetti in cui infilare le mani, senza ingredienti per idee nuove da mettere in pentola, senza riempire i piatti e le pance, senza fare qualcosa che sia nutrimento, per spirito e corpo, senza quella felicità fatta di morsi. Non poteva che essere un blog di ricette a diventare casa mia e un po' vita, non poteva che essere una porta aperta su tutti i posti dove vorrei essere e anche quelli che non ho ancora scoperto, non poteva che essere così, a cucinare e mangiare insieme, in un paio di click. Sto dappertutto, sto dove voglio stare, a fare cibo per chi ne vuole, a trasformare la cucina in rivoluzione, a prendermi lo spazio, il tempo e il sapore, a fare pile di burger per fotografarli prima di pranzo, a mettere ogni cosa a posto oppure in forno e questa cosa non lo so se è un merito ma di sicuro è una fortuna, oggi, sempre, lo so ❤️

La ricetta dei burger in foto è sul blog, al link in bio 👉🏻 @valefatina
Va bene la fretta, va bene il trasloco che si avvi Va bene la fretta, va bene il trasloco che si avvicina e il cantiere da gestire ma anche nel caos, mettersi a tavola è una cosa seria. E mentre fuori il grigio sabaudo ci avvolge vuoi mettere a stare dentro con uno strudel salato in forno? Si prepara in un niente, con un rotolo di pasta sfoglia, funghi freschi (o anche quelli sott’olio sgocciolati), formaggio e soprattutto un prosciutto cotto di quelli super profumati. 
Per il mio ho usato il Gran Paradiso di @raspini_salumi , un prosciutto cotto garantito anche eticamente dal prestigioso certificato FDAI, preparato con materie prime interamente tracciate che rende questo prodotto una vera eccellenza, tutta orgogliosamente piemontese (che io dopo 10 anni qui mi sento di casa).
La ricetta di questa delizia è ancora calda sul blog, al link in bio 👉🏻 @valefatina 
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#clubdellericette #raspinisalumi #adv #piattiitaliani #ciboitaliano #piattodelgiorno #cucinaitaliana
Sono abituata a pensare alla vita e al cibo come a Sono abituata a pensare alla vita e al cibo come a qualcosa di fluido, difficile da incasellare. Sono - siamo - cambiamento costante, anche quando non ce ne accorgiamo, quindi come potremmo etichettarci? Io non sono una che ha mai amato la carne, però adoro da sempre le frattaglie, vado pazza per i formaggi ma non toglietemi i broccoli.  Potrei definirmi reducetariana, per il tipo di abitudini che ho da qualche anno, ma non mi sento di stare dentro a un contenitore. Così ho riflettuto a lungo prima di condividere qui, con voi, il mio #veganuary. Volevo che arrivasse l'idea che si possono aggiungere dei piatti interamente vegetali alla nostra dieta senza necessariamente fare sacrifici, che provare nuovi ortaggi è una ricchezza, che i piatti vegetali non sono per forza tristi (e neanche sani!) e soprattutto ci tenevo a raccontare, in pratica, che si può fare cucina vegetale anche senza precotti, senza ingredienti strani ed esotici e praticamente senza soia. In questi 20 giorni abbiamo preparato insieme dei fantastici ravioli cinesi, che vi sono piaciuti un sacco, zuppe, vellutate, confortanti paste e fagioli, burger di cereali e questo spezzatino, pazzesco anche senza un solo grammo di derivati animali.
Grazie per esserci stati, per aver accolto questa condivisione così positivamente, per l’entusiasmo, per aver fatto domande e per aver portato i vostri contributi. Il veganuary non è che un pretesto per sperimentare e capire, per empatizzare con certe scelte e smettere di giudicarle e per provare a creare nuove abitudini, ricette e sapori da portarsi dietro per il resto dell'anno.
A 1/3 di cammino dalla fine, con i DM intasati di foto delle mie ricette veg nelle vostre cucine, posso dirmi felice di essere stata la scintilla di questo piccolo cambiamento, di aver ispirato una visione diversa della cucina in verde e soprattutto di aver portato un modo nuovo di cucinare tra i vostri fornelli, aderendo alle vostre richieste e provando a darvi nuove ispirazioni, mettendomi nei vostri panni, senza volervi insegnare come cambiare il mondo ma provando a farlo insieme, adesso ❤️
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La ricetta dello spezzatino di funghi è sul blog, link in bio 👉🏻 @valefatina
Il giorno del mio compleanno, da che abbia memoria Il giorno del mio compleanno, da che abbia memoria, è un giorno che mi appartiene, in cui posso fare ciò che desidero e in cui mi dedico tempo e cura e un dolce, ovviamente. Il dolce del mio compleanno è diventato un rito, qualcosa  a cui penso con mesi di anticipo, è un progetto lento fatto di desideri e voglie, di auto ascolto, soprattutto. L'idea che per un giorno all'anno, almeno, io possa sentirmi meno travolta dagli eventi, meno impegnata a giudicarmi e a condannarmi a fare di più, meno presa da tutto quello che non so e non posso fare è una tale luce che, per il mio compleanno, mi concedo spesso di fare quello che non so fare, di sbagliare e riprovare. Così questo paris-brest al cioccolato con croccante di nocciole sarebbe stato il dolce del mio compleanno di ieri, se distratta, non avessi sbagliato completamente la cottura della pasta choux e non avessi dovuto rifare tutto. Avrebbe potuto essere subito, ma in fondo, questa volta, il regalo è stato avere (quasi) due giorni per me. E forse quando ti avvicini così pericolosamente ai quaranta come me, più luce è quello che serve. E serve zucchero a velo, quello sempre, abbondante, su tutto.
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La ricetta del paris-brest al cioccolato con croccante di nocciole è sul blog, al link in bio 👉 @valefatina
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Valentina, 39 anni oggi. Ma potrebbero essere 390 Valentina, 39 anni oggi. Ma potrebbero essere 390 perché è giovedì sera e al giovedì sera l'artrite mi morde forte. Artrite, appunto, psoriasica, come compagna di vita da molti anni. Una passione smodata per tutto quello che si mangia, fin dal principio dei tempi, che poi è il motivo per cui una decina d'anni fa ho smesso di mangiare surgelati e mi sono messa persino a cucinare. Cucinatrice anarchica, rimescolatrice di cambiamenti e rivoluzioni, impastatrice di desideri e fotografa per lavoro, perché a noi che facciamo tante cose ci piace il pensiero di poterlo fermare, qualche volta, il tempo. Fotografo il cibo perché le persone si muovono.
Motivatrice di orchidee e cactus, sferruzzatrice di cappellini, maglioni e coperte, acquerellatrice senza talento, camminatrice di parchi e giardini botanici. Dei miei viaggi mi ricordo sempre il sapore.
In una vita passata devo essere stata un topolino, perché in questa amo il formaggio come chiunque altro potrebbe amare un regalo prezioso. Per fortuna di essere come gli altr* non me n'è mai importato molto perciò, davanti al mio Cartier di Stilton (che è chiaramente il cibo degli dei), buon compleanno a me, cento di questi formagg... ah no, ma sì dai! 🧀🥳🥂
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Il vassoio è un regalo di mio marito, acquistato da @latteriabera ❤️
Non sto vedendo le amiche, gli amici e i parenti, Non sto vedendo le amiche, gli amici e i parenti, non sto uscendo, neanche per la spesa (e qui devo farmi pat pat per aver creato una mia rete di banchi al mercato che conosce anche mio marito), non sto organizzando nulla che non sia il lavoro delle prossime settimane ma ehi, è gennaio, ed è il mese della cucina vegetale. Non sarà esattamente una vida loca, ma pure questo giocare a mangiare in modo diverso ha un suo perché, specialmente quando fai cose buone, in tutti i sensi. Il cibo è rivoluzione quotidiana e se dentro un pentola puoi cambiare il mondo, anche quella è un’avventura 🌍 ❤️🌈
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La ricetta degli stick di ceci con il ketchup fatto in casa è sul blog, al link in bio 👉🏻 @valefatina 
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