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Fettuccine al ragù bianco di coniglio (con cottura classica e in slowcooker)

Scritto il 15 Aprile 2019

Dopo aver esplorato le molte possibilità e ricette vegetariane, ideali per la Pasqua, ho voluto riservare a questa ultima settimana le ricette dal gusto più tradizionale.

Queste fettuccine al ragù bianco di coniglio sono un ottimo primo piatto per i giorni di festa. Il ragù richiede una cottura lenta che può essere effettuata in anticipo o essere affidata a una slowcooker (qui trovi un articolo in cui parlo della slowcooker).

Questo sugo bianco risulta ricco grazie al profumo sprigionato dalle erbe aromatiche e anche in assenza di pomodoro riesce ad avvolgere il gusto della pasta all’uovo ed esaltarlo al suo meglio. È un piatto di quelli “di una volta”, con un fascino retrò e un sapore forte e sempre attuale. È ovviamente adatto solo a chi mangia questo tipo di carni più particolari e ci tenevo a riservargli un posto perché in questo parlare e scrivere (e fare) il cibo un suo posto ce l’ha anche quell’opera di conservazione di preparazioni che altrimenti finirebbero dimenticate.

Fettuccine al ragù bianco di coniglio

Fettuccine al ragù bianco di coniglio
Fettuccine al ragù bianco di coniglio
Per 4 porzioni

Ingredienti

  • 650 g di polpa di coniglio tritata
  • 250 g di fettuccine all’uovo secche (400 g di fettuccine fresche, in alternativa)
  • 1 carota
  • 1/2 cipolla
  • 1/2 costa di sedano
  • 1 spicchio d’aglio
  • 3 foglie di salvia
  • 1 foglia di alloro
  • 1 rametto di rosmarino
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1 cucchiaio di aceto balsamico
  • Sale
  • Pepe nero
  • Pecorino grattugiato q.b.

Procedimento classico

Lava e pela le carote e il sedano, sbuccia la cipolla e taglia tutto a dadini (oppure tritali grossolanamente in un mixer). Schiaccia lo spicchio d’aglio.

Lava le erbe aromatiche e tamponale con un panno pulito.

In un tegame fai scaldare l’olio EVO con il trito di verdure, l’aglio schiacciato e le erbe aromatiche a fiamma dolce, fino a che le verdure non saranno leggermente appassite. Rimuovi l’aglio, unisci la carne e falla dorare leggermente. Sfuma con il vino bianco e quando l’alcool sarà evaporato, unisci l’aceto balsamico e regola di sale e pepe.

Copri e aggiungi acqua, se occorre, cuocendo per circa due ore a fuoco dolcissimo.

Quando il ragù sarà cotto, elimina le erbe aromatiche. Cuoci la pasta molto al dente (un paio di minuti in meno rispetto ai tempi di cottura indicati in confezione) in acqua bollente leggermente salata, scolala con una pinza e spostala direttamente nel tegame con il ragù. Spadella a fuoco vivace, aggiungendo poca acqua di cottura della pasta per mantecare.

Servi con pecorino grattugiato al momento, se lo desideri.

Cottura in slowcooker

Lava e pela le carote e il sedano, sbuccia la cipolla e taglia tutto a dadini (oppure tritali grossolanamente in un mixer). Schiaccia lo spicchio d’aglio.

Lava le erbe aromatiche e tamponale con un panno pulito.

In un tegame fai scaldare l’olio EVO con il trito di verdure, l’aglio schiacciato e le erbe aromatiche a fiamma dolce, fino a che le verdure non saranno leggermente appassite. Rimuovi l’aglio, unisci la carne e falla dorare leggermente. Sfuma con il vino bianco e quando l’alcool sarà evaporato sposta il contenuto della pentola nella slowcooker. Unisci l’aceto balsamico, regola di sale e pepe e cuoci su low per 8 ore.

Quando il ragù sarà cotto, elimina le erbe aromatiche.

Cuoci la pasta molto al dente (un paio di minuti in meno rispetto ai tempi di cottura indicati in confezione) in acqua bollente leggermente salata, scolala con una pinza e spostala in un tegame insieme al ragù. Spadella a fuoco vivace, aggiungendo poca acqua di cottura della pasta per mantecare.

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Salvato in: Primi piatti, Senza latte Ingredienti: Aceto balsamico, Aglio, Alloro, Carne di coniglio, Carote, Cipolle, Pasta all'uovo, Pecorino, Pepe nero, Rosmarino, Sale, Salvia, Sedano, Vino bianco Modalità di cottura: Padella, Pentola, Slow Cooker

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Ciao, sono Valentina e sono una fotografa food, blogger e content creator.

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